Il torinese fuori sede: il diario con i racconti. Puntata sei a Pescara
DIARIO DI UN TORINESE FUORI SEDE

Il torinese fuori sede: nuove amicizie (puntata 6)

Il torinese fuori sede e le nuove amicizie.
È di questo che vi racconterò nel nuovo episodio del diario che ho deciso di scrivere senza tralasciare nulla.
Nell’ultima puntata vi ho raccontato di come la vita a Pescara stava prendendo sempre più forma.
Si lavorava tanto e il tempo per conoscere la città non bastava.

Io mi sono sempre chiesto come vivessero le persone che abitavano al mare, perché il mio sogno fin da bambino era quello di andare a vivere sul mare.
Beh…per il momento posso dirvi che vivere al mare è normalissimo.
Fai la stesse cose che potresti fare in un’altra città.
Ci sono persone brave, disponibili e gentili e altre un po’ meno.
Insomma…niente di speciale. O forse devo ancora ambientarmi per vedere la specialità che ha questa città in particolare?

Un passo alla volta.
Dopo giorni e giornate passate a lavorare, io e D., abbiamo deciso di prenderci del tempo per noi e di uscire con un suo amico.
Prima però siamo stati insieme a B. e T. a parlare e scherzare durante il pranzo che la stessa B. ci aveva preparato.
Mi sentivo già parte di questa famiglia e di aver già trovate due amici.
Ma non correre Simone, non fare il tuo solito errore.
Ma come faccio a non correre? Io con loro sto proprio bene! Mi sento bene e posso essere me stesso.
Dopo pranzo ci siamo accordati con V. sull’orario e sul luogo dell’appuntamento.
Ci saremmo visti in un bar verso la parte sud di Pescara a pochi passi dal mare.

Il torinse fuori sede dal lounge bar a Pescara sud alla passeggiata sul mare - Il racconto in questo diario

Il torinese fuori sede e le nuove amicizie: sorseggiare un cocktail e passeggiare sul mare. Forse non è proprio uguale agli altri posti vivere a Pescara

Io (il torinese fuori sede) e D. ci avviammo verso questo locale situato a Pescara sud a pochi passi dal mare.
Giunti sul posto c’era già 
V. ad aspettarci.
Ci salutammo, in realtà io mi presentai, e andammo a sederci al tavolo.

Era un Loungebar di Pescara grande ed elegante e decidemmo di fare aperitivo.

V. mi iniziò a fare delle domande di circostanza, sapete quelle per conoscere una persona? Ecco, proprio quelle.
Fino a quando non fece la fatidica domanda sul come mai fossi a Pescara e, soprattutto, perché dal nord sono andato al sud.
La prima cosa che pensai, prima di rispondere alla sua domanda, è stata: “Ma perché questa domanda? Ma nel 2014 (all’epoca era il 2014) ci sono ancora persone che fanno distinzione tra nord e sud? Ma poi…chi lo ha detto che quello che c’è al nord sia per forza migliore? Mah…va beh…cerchiamo di dare una risposta diplomatica.”

Spiegai che mi ero innamorato di D. e che l’azienda per cui lavoravo avrebbe chiuso da lì a poco.
Mi sarei dovuto trasferire a Milano e a me, quella città, non mi è mai piaciuta.
Così, se proprio dovevo trasferirmi, era meglio farlo avvicinandomi alla persona che amavo e, oltretutto, trasferendomi in una città sul mare.
Quest’ultimo particolare, precisai, era un sogno che avevo fin da bambino.

Stava venendo l’imbrunire e decidemmo di andare a fare due passi e ci dirigemmo verso la vicina spiaggia.
Iniziammo a camminare tutti e tre parlando, scherzando e sorridendo.
Ero spensierato e per un attimo mi ero scordato di tutti i problemi che mi ero portato dietro da Torino.
Mentre passeggiavamo guardai D. e poi mi rivolsi a V. E gli dissi: “Vedi…a Torino puoi fare tante cose, ti offre tante possibilità ed è bellissima. Ma questo…camminare così a piedi nudi sulla spiaggia non lo puoi fare.”
Lui mi guardò e mi sorrise. Quasi come se avesse capito cosa intendevo con la frase detta prima.

Nonostante il sole calò dietro i monti e il buio prendeva sempre più forma, noi continuammo a camminare a piedi nudi sulla sabbia.
Ed è forse in quel momento, quando il mare divenne un tutt’uno con il cielo, che iniziai a capire che vivere a Pescara non era la stessa cosa.


#StaywithPaciok

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